Costruita come centrale di Italoradio negli anni ‘20, distrutta dai bombardamenti durante la II guerra mondiale e ricostruita grazie al piano Marshall, un luogo come la Centrale Italcable alla Romanina ha molte caratteristiche, ma la principale era e rimane lo spirito tecnologico del sito.

La Centrale Italcable da spazio di lavoro isolato dal contesto diventa luogo in cui far transitare intelligenze e metterle in relazione con la città, unendo divertimento e etica, loisir e studio. I messaggi mandati via telegrafo diventano tracce di uno spartito musicale che suona tanti ritmi contemporanei da quello più urbano a quello più folk.
E’ questa disarmonia prestabilita che dà voce al nuovo modo di far cultura, unendo basso e alto, cercando novità nella memoria e stabilità nel movimento.