Presentazione

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Roma è considerata universalmente la capitale della classicità, dell’arte e della storia antica e la comunità internazionale ha imparato ad identificarla con le vestigia del passato. Questo è stato il presupposto sul quale si è fondato il turismo e la fruizione culturale della città, privilegiando cioè strutture ed istituzioni attente a celebrare le tradizioni e la storia delle arti.

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Ma Roma è anche specchio fedele dei processi di globalizzazione che stanno investendo su scala planetaria le grandi metropoli: infatti non solo ospita numerose importanti istituzioni culturali nazionali e un gran numero di accademie e istituti culturali stranieri (forse maggiore che in qualsiasi altra città del mondo), ma è anche capitale del cinema, sede di televisioni importanti, luogo di produzione teatrale, musicale, di arte e letteratura, con la sua enorme quantità di associazioni, enti e società artistiche, residenza infine di un gran numero di artisti italiani e stranieri.

Ciò che la caratterizza è dunque un considerevole fermento creativo che si traduce, nell’attualità, in una quantità impressionante di cultura, troppo spesso sotterranea, che reclama, arricchendosene, nuovi stimoli, contaminazioni, apporti.

Manca però un OPIFICIO della creazione contemporanea. Un luogo aperto nel quale possano convivere diversi soggetti creativi, nel quale si possa progettare e presentare, dove si incrocino il lavoro di organizzazione della cultura, incontri pubblici, proiezioni, conferenze, centro di documentazione.

Uno spazio aperto, sede di incontri tra operatori italiani ed esteri, luogo di riflessione e discussione, feste d’artista e vernissages glamour.

Abbiamo quindi cercato uno spazio che anche fisicamente fosse diverso, in cui questa circolazione tra protagonisti diversi fosse libera, senza porte da chiudere, la cui architettura e la cui storia appartenessero ad una Roma poco conosciuta, fatta di attività imprenditoriali del secolo scorso, strettamente connesse alla trasformazione urbana contemporanea.

E per cominciare questa avventura, come tutte le altre della storia di Romaeuropa, abbiamo cercato dei complici che condividessero con noi una visione, il gusto per la scoperta, il rischio della creatività.

Monique Veaute e Fabrizio Grifasi

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