Negli anni ’60, lo sviluppo urbanistico dei quartieri limitrofi a Ostiense -Magliana e Marconi- e degli agglomerati urbani sorti nel circondario dell’EUR, determinarono profondi cambiamenti nell’area. Condizionati dal nuovo assetto urbano, le imprese e i centri di smistamento lasciarono Ostiense, sia per ragioni di comodità che di sicurezza, come nel caso del “Gazometro”. La sua originaria dislocazione rendeva il quartiere Ostiense perfetto per la produzione industriale, una caratteristica oggi perduta, ma la zona ha acquistato una diversa peculiarità riconosciuta dal Nuovo Piano Regolatore, che individua in Ostiense una delle 18 nuove Centralità Metropolitane.

Il nuovo ruolo dell’area, diventata a tutti gli effetti Centro Metropolitano, passa attraverso due processi: il dislocamento di tutti i complessi industriali e di produzione -ultimato con quello dei “Mercati Generali” nel 2002- e il completamento del processo di ridestinazione e riqualificazione degli stessi complessi, oramai caduti in disuso. La riqualificazione di Ostiense si sta attuando principalmente in una nuova chiave: è infatti la cultura il cardine di una delle 8 Centralità che godono già di una pianificazione completa, che permetteranno alla comunità l’utilizzo di luoghi di scambio e relazione, lì dove prima c’erano il degrado e il vuoto. Sono esempi significativi di questa progettualità la Centrale Montemartini, le varie sedi dell’ateneo Roma Tre (nei locali delle Vetrerie Bodoni, all’ex Alfa Romeo o all’ex OMI), l’Istituto Superiore Antincendi presso gli ex Magazzini Generali, il Teatro India. E numerosi sono anche i progetti di futura realizzazione, come la ristrutturazione degli ex Mercati Generali o dei locali dello stabilimento Mira Lanza non ancora riutilizzati o la costruzione del Ponte della Scienza, solo per citarne alcuni.